20/2012 – Pesce d’aprile

Stanislao:

- Non capisco mai se le notizie.. alcune notizie, le danno per risollevare l’umore, la società, l’economia o semplicemente la speranza. L’Italia sta cambiando, e vabbè.. tutto cambia: il cielo cambia ad ogni istante e la mia luna gli regge il ritmo. Ma poi.. la speranza di cosa? Che migliori la società? Che cambino i meccanismi? Che si abbassi il prezzo della benzina? Ma hai sentito la Spagna? Con 6 milioni di disoccupati c’è chi vuole trivellare le Canarie per estrarre oro nero. È questa la speranza?

Frank:

- Stan, nonna mi diceva sempre “chi sospira spera”.. ma al giorno d’oggi “chi vive sperando, muore cagando”. Altro che Spagna! Fede nella Svizzera è l’imperativo – o un pesce d’aprile? – Devi essere proprio uno stronzo per farti rifiutare dagli svizzeri..

F&S

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12 pensieri su “20/2012 – Pesce d’aprile

    • Sono stati accolti anche i peggiori “capitani” figli delle peggiori.. Capito cosa voglio dire vero? (Nathan)

  1. Piuttosto che dare notizie, pittusto che sperare quello che altri vogliono che noi speriamo (sopravvivere in un mondo sempre più invivibile), sarebbe il caso di riflettere… come fate voi amici di letture “frank & e stanislao”. Ci fate riflettere.. ” La speranza è una trappola. è una brutta parola, inventata dai padroni, da chi comanda, …., io spero che tutto questo finisce con quello che in Italia non c’è mai sstato, una bella rivoluzione,…, se ci si vuole riscattare bisogna fare dei sacrifici, altrimenti tutto rimarra com’è da generazioni.” M. Monicelli
    L’unica verità è che le cose non cambiano da sole, altro che speranza caro Stan.

      • Diffidare sempre da coloro che ci dicono di avere speranza…le cose non cambiano in meglio per “noi” perchè lo vogliono “loro”, ma solo se lo vogliamo NOI. Allora se vogliamo cambiare possiamo alzarci la mattina con la speranza che le nostre azioni abbiano un effetto sempre maggiore e siano di esempio per altri individui. Dopo aver agito, è importante informare gli altri, altrimenti la mia buona azione sarà sommersa da altre totalmente opposte. Eg. è inutile coltivare biologico se attorno al mio campo ho una fabbrica che inquina o ho 10 agricoltori che coltivano intensivamente con l`utilizzo di fitormarci, diserbanti e concimi sintetici! Avoglia ad avere la speranza che le cose cambino da sole!

  2. Vi hanno tolto anche la speranza!! Non permettetelo! mio padre diceva: “se sulla tua strada trovi un bue che, minaccioso, ti impedisce di raggiungere il tuo obiettivo, non indugiare, prendilo per le corna e piegalo al tuo volere”. Non sono d’accordo con il tuo pessimismo, caro Tommaso, hai ragione quando dici che le cose non cambiano da sole, prendi anche tu il tuo bue per le corna e non permettergli di impedirti di dare il tuo contributo perchè le cose vadano per il verso che vuoi tu….a partire da questo periodo di crisi profonda! ciao Stan e Frank e buon lavoro anche a voi. una vostra attenta ed assidua lettrice.

  3. Moriremo tutti. Certezza realista. La storia è ciclicamente interpretata da attori. Abbiamo solo 1 possibilità di riscattare la nostra libertà: lottare per essere onesti, lottare con gentilezza contro gli orecchi sordi, lottare con le armi in pugno contro i sistemi: BANCA, DEMOCRAZIE STATI. MA LA LOTTA PIù GRANDE E PIù DURA LA SI DEVE COMBATTERE PERSONALMENTE TUTTI I GIORNI: LA LOTTA DELL’AUTO COSCIENZA, DELL’INFORMAZIONE CHIARA, DELLA TRASPARENZA. Pour la libertè.

    • ops, vogliamo che si aarllghi al massimo,etc vogliamo pure che chi viene pubblicato in e-book dia il suo voto,crediamo implicito, favorevole alla selezione in anonimo un saluto a tutti,annamaria ferramosca

  4. Il Fiscal Compact e8 incompatibile con il dittiro comunitario. sabato, 6 ottobre 2012, 11:59 amE’ quanto sostiene la presidentessa del gruppo parlamentare europeo Gue/Ngl (Sinistra Unitaria Europea) Gabi Zimmer:abIl Fiscal Compact viola il dittiro comunitario sia dal punto di vista materiale che formalebb,.Oltre a prevedere il pareggio di bilancio, il Fiscal Compact impone la riduzione del debito pubblico al 60% in rapporto al Pil, con il ritmo di un Gabi Zimmerventesimo all’anno (in Italia sono praticamente certe manovre da 40-50 miliardi/anno), e l’obbligo di mantenere il deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del Pil. Al momento sono 11 i Paesi (quando verre0 raggiunta la soglia di 12 il patto fiscale diventere0 operativo a tutti gli effetti) ad aver ratificato il trattato con voti trasversali e solo la Gran Bretagna sembra intenzionata ad opporsi.

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